Basic Polis - La recensione di Anita Curci, Teatro.org
Aristofane, uno dei principali esponenti della drammaturgia antica, s’è trovato ad essere la fonte ispiratrice di Basic Polis, uno studio su “ Donne in assemblea”, proposto da Nuovababette Teatro di Aosta, per la regia di Donatella Cinà, nell’ambito dell’ampio Progetto Interregionale Teatro – Percorsi Innovativi di Alta Formazione, proposito progettuale volto alla sperimentazione e all’elaborazione di spettacoli d’avanguardia, finalizzato all’impostazione di occasioni di sviluppo, di confronto e di impiego di giovani attori. Il progetto, promosso dalla Regione Toscana e realizzato insieme alla Fondazione Pontedera Teatro, Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, Nuovababette Teatro di Aosta, ha coinvolto 51 giovani attori e 60 docenti, e trova la sua concretizzazione ne “La Tournée”, un percorso itinerante che si prefigge, come obiettivo conclusivo, la rappresentazione degli spettacoli elaborati nel corso del programma formativo.
La commedia presentata in Basic Polis sul palco del Teatro Nuovo di Napoli ha riportato degli ottimi risultati e recato valore al lavoro svolto dagli allievi/attori interessati. La scelta del tema e i modi di rappresentazione, nonché l’ambientazione che, a distanza di quasi 2500 anni, si è prestata ad una lettura volta alla modernità e ad una facile assimilazione da parte del pubblico, hanno dimostrato come l’addestramento didattico intrapreso dal programma interregionale abbia elargito i suoi primi preziosi risultati.
La storia delle “Ecclesiazuse – ovvero Donne a Parlamento” è quella che conosciamo: la bella e intelligente Prassagora, travestita da uomo, in compagnia di altre donne non meno ostinate, s’insinuanell’Assemblea della città, in genere tenuta da soli uomini, allo scopo di prendere in mano le redini del potere ed avviare la gestione del governo sostenendo una politica puramente comunista, laddove la condivisione dei beni conduce al raggiungimento d’una dimensione esistenziale pacifica. E’ prevista quindi la comunione d’ogni elemento essenziale, persino la spartizione equa dei favori sessuali di ciascuna donna, al fine di realizzare un modello di perfetto comunismo.
Non sono mancati momenti di sano umorismo nell’atto di presentare idealismi di siffatta natura che, nell’intrinseco paradosso di base, inducono a riflettere sui tipi di società sperimentati nei secoli e ai risultati che poi si sono raggiunti. Viviamo oggi in uno stato di libertà e democrazia, ma chi si sente realmente libero e in una condizione democratica?
Lo sguardo sul palcoscenico del Nuovo Teatro Nuovo ha indirizzato lo spettatore verso un testo classico inscenato secondo metodologie non convenzionali e, per questo, ha ispirato suggestioni di grande effetto, predisponendo favorevolmente l’uditorio verso un teatro d’innovazione che deve necessariamente trovare il suo spazio nel mondo dell’arte e dello spettacolo e consolidarsi come conviene e come merita.

Napoli, Nuovo Teatro Nuovo, 30 aprile 2008